sabato 21 maggio 2022

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 Fra le migliori:

https://www.cinematographe.it/recensioni/il-muto-di-gallura-recensione-del-film-esordio-di-matteo-fresi-con-andrea-arcangeli/

1)  un ritratto storico della Sardegna,

2)  si tramuta in carnefice in una guerra di sei anni.

3)  l’utilizzo della lingua sarda (il film è sottotitolato) come mezzo di espressione dei personaggi. 


 

Da queste parti

https://www.comingsoon.it/film/il-muto-di-gallura/61818/scheda/#curiosita-su-il-muto-di-gallura

ne uccide “oltre 70” da solo… almeno un nome di questi, o si chiede troppo?

In Ogni caso:

Billy the Kid: con 27 p. e Jesse James con 12 più un numero imprecisato di soldati nordisti, erano solo dei dilettanti…

Bufalo Bill poi sparava ai bisonti: che idiota... sprecare pallottole in quel modo...




Fauli

 

Dopo l’uscita del film si parla di esso un po’ dovunque, per cui le balle si moltiplicano in maniera esponenziale.

Qui https://www.sardegnafilmcommission.it/il-muto-di-gallura-successo-sardegna-film-fresi

1)            Le solite 70 vittime; ma chi erano?

2)            La mira prodigiosa lo fa diventare l’assassino più temuto dell’intera faida. 

Fino alla pubblicazione del libro (e delle balle insaccate in esso) nessuno (a parte i familiari stretti) sapeva della sua esistenza

3)            Lo stato e la chiesa ecc.

4)            Le paci di Aggius… furono celebrate a Tempio

5)            Amore ricambiato… ma da parte di chi?

venerdì 20 maggio 2022

 Un'immagine di Michele Careddu  che fu testimone alle nozze di Giovanni Antonio Spano Ciacciarédda e Francesca Pes (nel libro di Costa sono chiamati Giuseppe e Gavina) celebrate a Bortigiadas il 28 giugno 1857. La foto fu probabilmente scattata da Enrico Costa a fine Ottocento nel periodo che procedeva alla stesura del romanzo. 


L'abbigliamento è quello tipico della Gallura di allora, niente a che vedere con gli stracci indossati dai figuranti del film.

Stazzo Vasa

 

Un'immagine (di circa 40 anni fa) dei ruderi di una tipica casa di metà Ottocento con la classica trai tolta, sita in  Lu Naragheddu, dove nacque Pietro Vasa, il 23 gennaio 1816. Costruita con la classica pietra rossastra tipica della località, si intuisce che è perfettamente uguale a quella dell'inizio film. 

(L'edificio non esiste più, è stato sostituito da uno più moderno) 

Finalmente è uscito anche il film. All'inizio una scritta avverte gli spettatori che è tratto da una storia vera.... meno male... Però non specifica quale sia la storia vera... 


In ogni caso è l'occasione per riprendere il discorso. 

NUOVE BALLE  (e di notevoli dimensioni) CHE ENTRANO IN CIRCOLAZIONE ASSIEME A QUELLE VECCHIE.

martedì 20 settembre 2016

Anche da queste parti si è rimasti affascinati dalla penna del Costa:
 http://www.sandalyon.eu/ita/articoli/archivio/num-6-anno-i-ottobre-2015/bastiano-tansu__217.html 

“figlio del Diavolo” ... “era riuscito ad imporre la sua autorità sugli altri con la forza dei pugni”... 

peccato non abbia funzionato con la cognata che lo riempiva di botte quasi quotidianamente; evidentemente non era tanto terribile.
 Antonio Mamia il mancato suocero di Pietro Vasa qui diventa Antonpietro; i Pileri diventano “Pilleri” parenti dei Mamia, ma non si specifica che grado di parentela intercorresse tra i suddetti.
Quando fu ucciso il giovane Michele Mamia, il Muto, a quell’epoca, non sapeva nemmeno cosa fosse un fucile.
 Anche qui si parla dei soliti 70 omicidi; forse sarebbe il caso di leggere meglio il Costa, o consultare presso gli archivi parrocchiali gli annali dei decessi avvenuti dal 1850 al 1856.
 In quanto alla storia con Francesca, sono tutte balle del Costa.
 Per l’omicidio di Anton Stefano Pes fu condannato Francesco Carbini.
 Si sa quando e come il Muto perse la vita, ma è preferibile continuare a circondare questa figura di un alone di mistero e di romanticismo piuttosto che considerarlo come era in realtà: un poveraccio portatore di un grave handicap che non gli permise di condurre una vita normale.